Campeche – A Gangster Story

L’ultimo giorno a Palenque, di prima mattina vado a prenotare il bus per Campeche,citta’ coloniale non molto frequentata dai turisti. La scelgo perche’ siamo nel mezzo della settimana santa e oltre i prezzi ritoccati in alto, si fa’ fatica a trovare una buona sistemazione.

Mi rendo subito conto pero’ di essere stato un cretino a prenotare il bus con partenza alle nove di sera, in quanto arrivero’ alle due e mezza della notte e non mi resta altro che aspettare nel terminal almeno fino alle sette del mattino, prima di andare a cercarmi un posto dove dormire.

Al mio arrivo, tento di dormire nelle poltrone del terminal ma incomincia ad attaccarmi  bottone un simpatico signore messicano di nome Mauro che mi illustra e mi spiega, il giro che dovevo fare per visitare tutti i templi dello Yucatan, con in aggiunta una lezione di spagnolo in notturno… io avrei voluto riposare un po’.

Alle sette in punto prendo il taxi che mi porta in uno ostello. Suono il campanello e dopo un po’ scende una specie di orso svogliato ad aprirmi. L’idea di partenza e’ quella di fermarmi almeno due notti, perche’ 100 pesos a notte  “sembrerebbe” un buon affare.

Primo campanello di allarme -  Allora l’ostello e’ letteralmente un cesso,sporco. Il solo vedere preparare la colazione in un tavolo pieghevole lercio mi fa’ venire il vomito. penso  – ok, fanculo, la colazione me la faccio fuori! -

Secondo campanello di allarme – Scendono tre ragazze e un ragazzo per la colazione appunto, e qui succede una cosa che non mi era ancora capitata. Non mi calcola nessuno,neanche un saluto,anzi e’ proprio un disprezzo evidente verso di me a priori.

Per la cronaca i ragazzi all’inizio mi sembravano spagnoli, ma poi ho capito che erano messicani di origine europea.

Sento e vedo chiaramente confabulare una ragazza e l’orso della reception la frase  – Quello lo metti con gli altri, non con noi -

Io capisco  e visto che non mi interessa la sua amicizia decido lo stesso di fermarmi almeno una notte ormai, tanto il pomeriggio esco, la sera in branda e la mattina dopo addio,imperturbabile all’attegiamento di queste persone.

terzo campanello di allarme -  Il bastardo mi da’ le lenzuola, il cuscino e mi indica dove sta’ la mia camerata senza accompagnarmi.  Apro la porta ed entro in un letamaio senza finestre con puzza di chiuso. Per terra bottiglie di birra, alcol e altre schifezze fanno da tappetto al mio ingresso.

La stanza e’ composta da cinque messicani completamente tatuati. Due alla mia destra sono stesi nelle brande, apparentemente a dormire,uno e’ in doccia e gli altri due mi accolgono con un ghigno. Il mio letto e’ quello in fondo alla camerata/prigione, e quando mi ci siedo sopra con tutti i miei campanelli interiori di allarme  suonare  all’impazzata, penso subito; – Questi mi fanno il fiocco e il controfiocco per stasera!-

Queste sono facce veramente losche,di quelle che capisci subito di essere nel posto sbagliato ed io mi sento un topo in gabbia. Il topo sarei io in questo caso…

Mi si avvicina quello con i baffi e mi chiede,cosi’ diretto, se voglio un trip,coca o altre delizie chimiche. io declino in maniera naturale,cercando di mostrare tranquillita’ e falsa ingenuita’ di chi non ha capito dove si trova. Mi chiede di dove sono, e quando gli dico che sono italiano dice che il suo terzo nome e’ italiano  per via di suo nonno emigrato. In effetti conosce alcune frasi  ma poi aggiunge lapidario, quasi per tagliare ogni possibile affinita’, – Pero yo soy mexicano de D.F. … y su.. -  rivolto alle altre persone nella stanza  – son mis hermanos -  mostrandomi orgoglioso un tatuaggio particolare che hanno tutti e cinque.

Sono a Campeche e non mi sembra vero di dividere una camerata di ostello con dei membri di una gang. Ho paura, inutile volere passare da fenomeno. devo solo decidere veloce, come muovermi nella maniera giusta.

Mi si fa’ sotto ancora arrogante e mi dice in perfetto italiano, – Ti vedo pensieroso -

Io rispondo – Sono stanco per via del viaggio e ho passato tutta la notte nel terminal degli autobus – Una scusa perfetta ma aveva capito bene il mio stato d’animo quello con i baffi.

Poi arriva l’occasione giusta per togliermi da questo pasticcio. Si gira a parlare con l’altro in piedi, due sono ancora nelle brande distratti e l’ultimo ancora in doccia. Senza dire niente,spegnendo  il cervello e ogni cosa che ti possa paralizzare dalla paura, mi alzo senza guardare in faccia nessuno,prendo il mio zaino e veloce come un fulmine attraverso di nuovo tutta la camerata e finalmente esco da quella fottuta trappola. Sono passati solo quattro/cinque minuti dalla mia entrata e uscita da quella stanza ma mi  sono sembrate ore.

Mando affanculo quello della reception e quei quattro coglioni la’ fuori. mi faccio restituire tutti i miei soldi e finalmente sono fuori,finalmente mi sento libero di nuovo.

continua..

Palenque – visita alle rovine,caccia al ladro e incontri con belle donne

Alle undici e un quarto di mattina ho l’autobus per Palenque. Mi sveglio presto,una sistemata allo zaino,doccia,barba e mi concedo l’ultima passeggiata per il centro di San Cristobal,citta’ che mi restera’ dentro per quanto bella e ospitale sia.

Torno all’ostello il tempo di salutare Kam,compagno di questi quattro giorni e fiondarmi al terminal degli autobus.

Il viaggio dura poco piu’ di cinque ore ma lo spettacolo delle montagne e delle foreste che offre il Chiapas e’ meraviglioso. Questa terra e’ magica per davvero, non e’ solo un modo di dire.

Alloggio all’yatskin hostal per 135 pesos. Il posto si rileva pulito,confortevolo e devo dire che a naso mi piace. La mi camerata e’ formata da una comitiva di tedeschi e sotto il mio letto ce’ un ragazzo australiano di origine asiatica, che si sta’ facendo da Ushuaia in Patagonia fino ad Anchorage in Alaska tutto in moto. Mi dice che e’ da un anno in viaggio, e anche se non ricordo il nome, spero che domani possa approfondire la conoscenza,perche’ lo trovo un tipo interessante e mi sta’ gia’ simpatico.

Palenque e’ torrida e abituato alla temperatura mite di San Cristobal, devo dire che sto’ soffrendo il caldo. Visto che sono le sette di sera,decido di andare ad esplorare la cittadina e mangiare un boccone.

Entro in una locanda con una bella cameriera con cui scambiero’ sguardi e sorrisi maliziosi per tutto il tempo,con sottofondo la partita di calcio Messico – Canada che in quel momento davano in televisione e dopo torno in camera a riposare, in quanto stanco e con un forte emicrania.

Mi sveglio la mattina dopo e vado in centro a cercare un minibus colectivo che per 10 pesos mi portera’ alle famose rovine. Il sito non delude,enormi templi in mezzo alla giungla rigogliosa che mi fanno venire la pace dei sensi con il mondo e con me stesso. Mi siedo sulle scalinate, e rimango a contemplare e immaginare come doveva essere vivere ai tempi di quella civilta’.

Il ritorno e’ piu’ movimentato dell’andata. Solito bus colectivo,il braccio fuori dal finestrino e il calore del sole sul mio viso, mentre guardo la foresta del parco scorrere, fino a quando in una fermata per fare salire una donna, mi sporgo verso il portellone del furgone per chiuderlo,in quanto la donna non riusciva. Nella ripartenza, dalla tasca dei miei pantaloni, la fotocamera deve essere fuoriuscita un po’,il tanto che basta che con una manovra all’Arsenio Lupen,il ladro che siedeva alle mie spalle, mi apriva il bottone della tasca e mi sfilava con destrezza la fotocamera, come se nulla fosse con la sua mogliettina e figliuola al seguito,facendo finta di niente.

La fortuna vuole che mi accorgo subito di sentire un vuoto, e dopo avere guardato due volte sotto di me, mi giro e lancio occhiate di sfida verso “Lupen”, e capisco subito che e’ stato lui, perche’ evita il mio sguardo e fa’ finta di giocare con la bambina.

Appena arriviamo a destinazione,aspetto che esca prima lui per fargli la festa. Sentitosi braccato posa la macchina fotografica sotto di lui, facendo finta di allacciarsi le scarpe,infatti ritrovo la fotocamera proprio sotto il suo sedile.

MAI ABBASSARE LA GUARDIA!!

Mangio in centro,un pasto veloce e mi taglio i capelli tra lo sguardo di approvazione per il taglio da un tipico signore messicano. Baffi,un grosso cappello e sguardo da uomo fiero,simbolo del macismo di questi posti.

Mentre sto’ rientrando in ostello, vedo una bellissima donna che si sta’ facendo fotografare dala sua amica e mi viene naturale fare il cazzone dicendo  -Cheeesse!-.

La ragazza mi chiama e a senza battere ciglio, mi chiede se voglio fare una foto con lei.

Pensó tra me; – che te lo dico affare!-

Chiacchieriamo per un po’, mi dice che viene dalla regione del Tabasco, ed e’ qui in vacanza. Poi non so’ neanche io perche’,la saluto e non le chiedo neanche di vederci stasera.

–Che idiota che sei Cristian!- ripeto tra me e me.

Al ritorno l’Australiano non ce’ piu’, trovo al suo posto un simpatico pacioccone, che sembra essersi perso. Dice di chiamarsi Ivan ed abita a Mosca.

Un altro giorno sta’ andando, e non ho ancora idea di dove sara’ la mia prossima destinazione. Tirero’ la moneta e spero di fare la scelta giusta.

Sono in viaggio da solo undici giorni e sono felice. Ogni giorno accade qualcosa di nuovo e si incontrano sempre nuove persone interssanti. Non provo solitudine ne mancanza di casa.

Viva Mexico!

Continua…

p.s. : ricordo che il viaggio e’ indifferita.in questo momento sono ancora in messico e aggiorno quando posso. Ciao.

San Cristobal de las casas – la cultura,la musica jazz dal vivo e un incontro di Karma yoga

Arrivo a San Cristobal de las casas alle sette e trenta di mattina, dopo dieci ore di autobus , dove  faccio amicizia con Kam ragazzo tedesco/canadese di origine del Bangladesh.

Decidiamo di alloggiare insieme all’Lion hostal per 80 pesos a notte,un  posto veramente ottimo. Una doccia veloce e andiamo alla scoperta della citta’.

San  Cristobal e’ una citta’ coloniale meravigliosa,la gente e’ tranquilla e si respira davvero una bella atmosfera qui. In una delle tante attivita’ culturali che offre, mi ritrovo non so’ come ad assistere a un’ incontro di Karma yoga,coivolto da Kam. Prima da perfetto sconosciuto sono invitato a pranzo in una casa con una Colombiana,tre messicani che organizzano l’evento di Karma yoga,un ragazzo di San Francisco che lavora nel merchandising,un Canadese (Kam)praticante di Karma yoga,una ragazza della Louisiana che fa’ la traduttrice,un Indiano Il Guru di Karma yoga e io l’italiano,l’inbucato.

Per ricambiare dell’ospitalita’ ho aiutato a preparare l’evento che si svolgeva in serata e dopo ho assistito allo stesso naturalmente. E’ stata una esperienza coinvolgente e inedita per me,che non mi ha fatto convertire, ma che almeno mi sono arricchito di un’altra esperienza inedita.

In serata andiamo in un locale dove abbiamo mangiato e assistito a una magnifica session di musica Jazz dal vivo. Uno spettacolo per le mie orecchie a conclusione della piu’ bella giornata da quando sono qui in Messico.

Il giorno dopo visito il cerro de San Cristobal e il cerro de Guadalupe dove si puo’ ammirare un bellissimo panorama della citta’ dall’alto e mi addentro nel mercato municipal un luogo di odori e profumi dove si entra in contatto con il vero messico a mio parere e si assaggiano prelibatezze a prezzi irrisori.

Ultimo giorno intenso anche oggi. Sveglia presto e torniamo al mercato municipal per prendere un bus colectivo che per 10 pesos ci porta a San Juan Chamula,una comunita’ di nativi indiani del Chapas.

Il villaggio si rileva una mezza delusione,niente di particolare,soltanto una Chiesa dove mi chiedono 20 pesos per potere entrare, che io e Kam naturalmente non daremo.

Poi  a Kam viene una grande idea,chiediamo in giro e scopriamo che esiste un cammino che passa tra le montagne che riporta a San Cristobal. Senza farmelo richiedere ,mi butto in questo mini trekking improvvisato di 15 km da percorrere a piedi.

La natura,il bosco,i piccoli villaggi attraversati e il sorriso dei bambini felici  di incontrare questi due strani tipi che passano a piedi di li’, ripaga completamente la scelta fatta.

Kam e’ un ragazzo veramente interessante e particolare,che ci accomuna la passione per il viaggio.  Gia’ mi dispiace che domani le nostre strade si dividono,ma il viaggio e’ cosi’,si incontrano continuamente persone con cui fai amicizia, ma poi la strada chiama e bisogna salutarsi,lasciarsi un indirizzo email e poi via, verso nuovi luoghi e nuove esperienze  da fare.

Ultima passeggiata per questa splendida citta’,una controllata della posta a un internet point per soli 6 pesos l’ora e poi a preparare di nuovo lo zaino.

Continua…

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