Quella Faccenda della felicità al giorno d’oggi …
Chi è felice?
Perché siete felici?
Cosa vi rende felici?
Oggi esistono veramente persone felici?
…. Ho paura che qualcuno ci abbia fregato.
Per Chris Gardner (Will Smith) nel film La ricerca della felicità, la risposta è molto capitalista/Americana. Semplicemente devi essere pieno di soldi.
Nella società di oggi l’unica dottrina riconosciuta come degna di nota e quella capitalistica basata sul consumo.
La nostra società è stata distrutta in meno di mezzo secolo. Io non mi capacito come possa essere accaduto tutto questo. Si è perso il senso di tutto. Mi sembra di essere nel film di Blade Runner quando il replicante prima di morire dice « ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo.
Come lacrime … nella pioggia …È tempo di morire … »
Siamo dei tossici che devono acquistare con Visa o MasterCard la loro dose giornaliera di finta felicità.
Ci hanno riprogrammato dicendoci che la nostra felicità è in quello che noi possiediamo. Per quale motivo non dovrebbe essere vero? L’ha detto la televisione, la pubblicità che ci dice come dobbiamo vestirci,quale telefonino dobbiamo avere,l’ultimo modello di auto appena uscito che tutti ci invidieranno.
Un inseguimento continuo a dei bisogni che non sono reali il più delle volte ma che ti senti costretto ad avere per non perdere il rispetto e la tua posizione sociale in questa mondo dove l’apparenza è tutto.
Ormai non siamo più neanche persone. Quando i media parlano di noi, ci chiamano consumatori. Esseri senza anima “nasci,produci,consuma e muori”.
Ci hanno messo tutti in competizione,ci hanno educato a fare fuori i nostri rivali se si vuole avere successo nella vita. Non esistono più parole come condivisione o solidarietà oggi esiste solo il libero mercato,la crescita,la flessibilità,spread,Bot ,Bpt… Vige solo la regola del più forte.
Il risultato di questa follia è che l’uomo oggi non è felice. Diciamocelo pure, voi quante persone vedete o conoscete che sono veramente felici? Io non sono un depresso o uno che la fa troppo drammatica,anzi mi piace sempre scherzare e dare un sorriso ma vi confesso che non conosco persone veramente felici. Quando passeggio per strada o in macchina, vedo solo gente incazzata,seriosa triste,associale e stressata dal proprio lavoro anche giustamente, dove le cose non vanno molto bene e le certezze di costruire qualcosa per il futuro sono veramente poche.
Ancora adesso che stiamo vivendo la peggiore crisi economica e di sistema dal dopo guerra e che stiamo per diventare un paese da terzo mondo (ma questa è solo una mia d’idea) non riusciamo a renderci conto che dobbiamo fermare questo treno impazzito che sta per schiantarsi.
Ma siamo proprio sicuri che questa sia la società che volevamo per noi?! Siamo sicuri che non dobbiamo ripensare dei parametri di vita diversa ?
Ma è mai possibile che una società debba essere costruita sui consumi?! La società dovrebbe essere costruita per L’uomo non su delle cose da comprare!
Perché queste cose non hanno reso felici l’uomo, dovremmo renderci conto che questo modello di sviluppo ha fallito tutti gli obiettivi.
Una società sarà migliore quando sarà messo al centro l’uomo.
Un video illuminante del grande Tiziano Terzani ispiratore di questo post … Aveva visto giusto prima di tutti.



Grazie, articolo molto interessante, che condivido nella sua interezza.
Ho trovato molto interessante anche il resto del blog, appena ho tempo faccio una ripassata di tutti gli articoli pubblicati in precedenza.
Ciao!
Roberto
Proprio oggi, chiaccherando con una persona a me molto cara, mi sono posta questa domanda..
quante volte noi stessi siamo la causa della nostra infelicità? Proprio sotto Natale dov’è qs atmosfera d’amore magica? Io vedo solo una corsa sfrenata al consumismo che mi rende davvero triste.
Ci dichiariamo poi tristi e insodisfatti ma facciamo veramente qualcosa di concreto per cambiare questa situazione? Lavoro -debiti-consumismo ma questa si definisce vita?
C’è già una parte di società in cui l’uomo è al centro. E’ un parte costituita da chi non ha nulla da offire di materiale, ma solo il proprio amore da regalare. Una parte invisibile ai più, troppo impegnati con Visa e Mastercard. Sono coloro che hanno “poco ma il giusto” e che ci insegnano a non aver bisogno d’altro.
Ma l’uomo è disposto a “vedere” davvero queste persone che sanno “accontentarsi” di uno sguardo, di una parola, di un gesto d’affetto? Che non possiedono ricchezze ma sono più ricchi interiormente?
Chi ha voglia davvero di cambiare? Purtroppo io credo che a volte sia più comodo vivere nell’infelicità di ciò che si possiede perchè farebbe troppo male specchiarsi negli occhi di coloro che non hanno nulla e scoprire che sono più ricchi di noi…
Non siamo felici, non sappiamo accontentarci e mi ci metto in prima persona, perchè a volte, nonostante i miei sforzi anche io sono così, trascinata da qs modo di vivere al quale non riesco sempre a sottrarmi.
“Purtroppo io credo che a volte sia più comodo vivere nell’infelicità di ciò che si possiede….. ”
“Non siamo felici, non sappiamo accontentarci e mi ci metto in prima persona, perchè a volte, nonostante i miei sforzi anche io sono così, trascinata da qs modo di vivere al quale non riesco sempre a sottrarmi. ”
Mi trovo d’accordo nella tua riflessione. Penso che questo sia un tipo di percorso personale che bisogna farsi da soli. Un cambiamento di un comportamento o un’abitudine è un fatto personale. È una scelta che facciamo noi, infondo.
Il mio non è un andiamo a vivere tutti nelle capanne e torniamo al medioevo come rifiuto al progresso e all’evoluzione, ma tornare a riscoprire le bellezze della vita, tornare a socializzare fra persone. Non essere schiavi di oggetti che ghettizzano le persone.
Io di mio ho riscoperto la bicicletta, e quando faccio un’uscita in bicicletta, macino km, mi stanco, sudo (e ora fa pure freddo!), mi sento felice e appagato. Provo una sensazione di libertà e di compiacimento nello stare “fuori”, difficile da spiegare. Mi sento vivo!
Oggi prendiamo la macchina per fare 2 km, imbottigliati nel traffico dove in ogni auto da cinque posti al 90% è occupata da solo una persona. Già questo è follia. Adesso quando posso evitare l’auto, devo dire che non mi pesa la cosa… anzi.
Nel mio cerco di fare qualcosa. Inutile dire anche i vantaggi economici che comporta ridurre o eliminare dove si può l’auto.