Ambrogio Fogar

Questa è la storia di un grande uomo, avventuriero e amante della vita. Il mai troppo compianto Ambrogio Fogar.Morto nel 2005 per un infarto cardiaco.

Nonostante che nel 1992 fosse rimasto quasi completamente paralizzato in Turkmenistan nel raid Pechino – Parigi, la voglia di vivere e di avventura lo porta nel 1997 a fare il giro d’Italia in barca a vela.

«Io resisto perché spero un giorno di riprendere a camminare, di alzarmi da questo letto con le mie gambe e di guardare il cielo…».

Point Break

Un punto di rottura nella vita arriva per tutti. Si chiude una pagina e se ne apre una nuova.

Il mio è arrivato. Dopo mille tentennamenti, se e ma… alla fine, mi sono reso conto che restare a biglie ferme e lasciare che siano gli eventi a travolgermi e magari portarmi in una direzione che non voglio…beh mi ha fatto capire che devo dare ascolto alla mia vocina che mi dice: ” fai quello che devi e fregatene!”.

Il senso del blog è anche questo. Raccontare di viaggi. Una valvola di sfogo mia e uno spazio dove raccontare tutto quello che mi accadrà prossimamente.

Bravo, ma dove vai?direte voi.  Australia

Dopo avere fantasticato per mesi, letto mille blog e prese informazioni ovunque, ora tocca a me! In realtà devo mettere a posto ancora alcune cose, ma se tutto va come spero, fine Aprile è il d-day. Un altro rinvio ammetto che diventerebbe snervante per me. Incrocio le dita.

Cosa mi aspetto da questo viaggio? Girare il più possibile e non dovermi ritrovare a cinquanta anni con sensi di colpa, per avere buttato la giovinezza senza essersi goduto la vita. Infondo si vive una sola volta e diventa inutile prendere troppo seriamente questa vita, tanto alla fine bisogna morire comunque… meglio farlo godendo.

Non mi voglio creare troppe attese. Primo traguardo sono i tre mesi, l’ambizione, però è sfruttare tutto la durata del visto, ossia un anno.

Ho tante di quelle idee malate per la testa, che è meglio che le tenga per me adesso.

Stay tuned!

Facebook

Il Social Network più famoso del momento ha raggiunto la cifra di 400 Milioni d’iscritti in tutto il mondo.

Ormai è un fenomeno sociale, per essere alla moda bisogna avere un proprio profilo da sfoggiare. Per fare vedere che avete 400 amici che non sapete neanche chi ca@@o sono!  Fa niente, l’importante è averli, per guadagnare rispetto in questa giungla sociale ormai perversa.

L’importante è esserci ed essere (gran gioco di parole) iscritto nel gruppo dei fan di Marco Carta non ha prezzo! :)

Quello che ancora non ho capito è… ma a che minchia serve Facebook?

Non sono ancora riuscito a dargli un perché della sua utilità. Dicono per tenersi in contatto con gli amici che non vedi da qualche tempo. Già. ma probabilmente non li vedo da tempo, perché non siamo così amici.

Adesso, io sono aperto alle novità ma questo per me è solo un fenomeno di costume. Preferisco il buon vecchio blog che dà la possibilità di esprimersi meglio a mio parere. Perché ti fa comunicare, diventa un diario, un pezzo di te.

Certo, questo non toglie che chi apra un blog, non lo faccia anche per narcisismo ed ego personale come in Facebook.

Rimane la differenza abissale dei contenuti. Facebook sei una foto, un fan di pinco pallino e 2500 amici che in realtà, neanche sai chi sono per il 95%.

Il blog è un diario, delle storie, qualcosa da raccontare, una passione, informazione, un lettore appassionato a ciò che dici o racconti… qualcosa di più vero.

L’unico motivo che valga un’iscrizione a questo social network, è usarlo per il suo straordinario bacino di persone, per promuoversi il proprio blog :) o attività.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.